Dopo i militari, i turisti. È la nuova vita dell'isola di La Maddalena, situata nella Sardegna nord orientale e salita, per anni, alla ribalta delle cronache per le numerose proteste e contrapposizioni che hanno caratterizzato la presenza delle basi militari ma, soprattutto, per la presenza dei sommergibili nucleari americani.
Nei mesi scorsi, per la precisione il 30 settembre, i due sottomarini a propulsione nuclerare che nella base di Santo Stefano avevano il loro ricovero, hanno lasciato l'isola. Subito dopo è stata la volta della nave appoggio "AS 39", che è salpata per l'ultima volta dal molo di Moneta. Destinazione Stati Uniti, casa. Una partenza che è stata salutata dal popolo dei pacifisti e del centrosinistra come un appuntamento con la storia. Ora, dopo tante contrapposizioni che hanno caratterizzato la permanenza degli americani nell'arcipelago sardo, si apre un nuovo capitolo.
L'ultima pagina della vecchia storia è stata girata solo poche settimane fa quando anche l'ultimo drappello di militari americani ha fatto le valige, dopo il saluto con la cerimonia ufficiale degli amministratori locali. Anche loro hanno lasciato l'isola per gli States da dove saranno riassegnati ad un'altra base Usa.
Dunque è proprio in questi giorni che si comincia a scrivere la nuova storia de La Maddalena come meta per turisti, appassionati di storia e archeologia e ambiente.
Parte la seconda fase, quella della ripresa che, come hanno spiegato i rappresentanti dell'esecutivo regionale ma anche i residenti, «deve passare per il turismo, per il mare e il recupero dei vecchi edifici occupati dai militari». Ripresa annunciata anche dal presidente della Regione sarda Renato Soru che, in più occasioni ha parlato di recupero del patrimonio immobiliare e strutturale dell'isola e della valorizzazione per scopi turistici.
Ed è proprio seguendo questo filone che a La Maddalena dovrebbero sorgere le nuove strutture ricettive. Come l'albergo a 5 stelle che dovrebbe sorgere al posto della vecchia caserma. Non è tutto.
Il primo appuntamento per la cosiddetta prova del fuoco, quella relativa al primo passaggio fisico dei beni dagli americani alla Regione dovrebbe avvenire prima della riunione del G8, prevista per il giugno del 2009.
Da qualche tempo, infatti, le diplomazie dell'amministrazione regionale e di quelle comunali sono al lavoro per cercare di preparare le basi per un trasferimento fisico dei beni e preparare la strada, anche con la realizzazione di nuove opere, proprio in vista dell'appuntamento del G8. Un vertice considerato dal governatore Soru strategico per «la ripresa economica e turistica di questo territorio».
Un'opportunità, come ha sottolineato il governatore in più occasioni per trasformare l'isola giacché «i lavori per il G8 non devono essere concepiti per soli tre giorni». E dopo il G8 potrebbero partire i bandi internazionali per attrarre investitori di rilievo in grado di far rinascere l'Isola di La Maddalena. Dopo i militari, «l'esercito» dei turisti, armato solo di maschera, pinne e occhiali.
Alla Maddalena un G8 senza barriere
«Spetta agli italiani fare in modo che quando i grandi del mondo verranno in italia per il G8 del 2009 trovino a riceverli un leader contemporaneo e non si trovino nella imbarazzante situazione di visitare un sito archeologico, ancorché restaurato e tirato a lucido per l'occasione». Con queste parole Massimo D'Alema parlando all'assemblea del Partito Democratico paragona Silvio Berlusconi a un rudere archeologico.
CAPITOLO G8. E' stata criticata l’organizzazione. Per realizzare opere ed infrastrutture necessarie all'appuntamento internazionale de La Maddalena "non si possono tagliare fuori le imprese locali, né le decisioni possono essere prese dall'alto". Ma, secondo Confindustria occorre un confronto. Inoltre, preoccupano i ritardi nella realizzazione degli accessi e della nuova pista nell’aeroporto di Olbia e la minacciata chiusura degli scali aerei di Olbia e Alghero in pieno avvio della stagione turistica 2009. Per le responsabilità amministrative non si può più procastinare la realizzazione delle fasi di decentramento dalla Regione agli Enti Locali, invertendo immediatamente la tendenza che porta ad accentrare progressivamente ogni competenza a Cagliari. E tuttavia il G8 resta l'unica grande iniziativa sul tappeto, niente invece é stato fatto rispetto ai tanti documenti, sollecitazioni e proposte che in questi ultimi due anni l’Associazione e la Confindustria Sardegna hanno sottoposto ripetutamente all’attenzione dell’amministrazione regionale, sui tantissimi aspetti ancora inevasi dalla normativa e dalla legislazione regionale, riguardanti il sistema industriale e, più in generale, il sistema sociale ed economico del Nord Sardegna. Una vertenza che dovrebbe vedere tutti uniti per il bene del territorio, ma che secondo Confindustria mostra già alcuni spunti polemici come quelli di alcuni consiglieri regionali "in aperto contrasto con quanto da loro dichiarato nel corso della riunione in Villa Mimosa". "Non sappiamo - dicono da Confindustria - se per qualcuno vi siano già da oggi esigenze elettorali, e francamente non ci interessa; ciò che a noi importa è costituire un metodo che veda tutti dalla stessa parte con il comune obiettivo di rilanciare l’economia del Nord Sardegna e per far questo non ci sono scadenze che tengano, bisogna solo lavorare".