Osservatorio Informazione G8 2009 - Free Information Center about G82009

Tribuna d'informazione indipendente in vista del G8 del 2009 www.g82009.altervista.org la community dell'osservatorio! osservatoriog82009@yahoo.it

Chi sono

Utente: freeinformation

Categorie

7 vie dabruzzo
abruzzo
accordi si schengen
aereoporto dei parchi
aereoporto olbia
agnoletto
aids
alemanno
alfio nicotra
alternativa g8
anti-terrorismo
anti g8
aquila
area militare
assistenza sanitaria
attentati
autostrada roma - laquila
auto per il g8
a fora su g8
a mesa a fora su g8
barack obama
berluconi
berlusconi
black bloc
brasile
brennero
bronzi di riace
brown
brunetta
campagna osm-dp
campidoglio
caprera
caramanico terme
caserma gdf laquila
caserma guardia di finanza
castello carlo v
centro congressi
cgil
chef
circoli degli emigrati sardi ant
cison di valmarino
claudio le noci
cna lucca
comitato noexpo
comunicati comitato no g8 2009
comunicati osservatorio
conferenza stampa
consiglio dei ministri
contra su g8
contro g8
contro il g8
corteo paganica
costo g8
csa auro
danzatrici
delegazione africa g8
de mesa sarda
digos
documenti g8
documento programmatico
e-governace
enac
enti locali
epicentro solidale
esclusivo
espresso
eu
fiaccolata
fiat
fiat group
finanziamenti
fioriollli
first lady
forum sociale mondiale
forza nuova
forze dellordine
foto g8
foto live g8
francobollo vertice g8
franco frattini
frattini
frontiera
g14
g20
g8 2001
g8 2009
g8 abruzzo
g8 agricolo
g8 allaquila
g8 alla maddalena
g8 ambiente
g8 a laquila
g8 bambini
g8 della scienza
g8 economia
g8 finanziario
g8 genova
g8 laquila
g8 la maddalena
g8 religioni
g8 roma
g8 sardegna
g8 scienza
g8 treviso
g8 università
g8
geasar
gian michele calvi
giornalisti
giovani comunisti
giulio tremonti
global legal standard
governo
governo italiano
governo prodi
grandi
guido bertolaso
ignazio marino
il foro
inchiesta
inchieste terremoto
incontri
incontri g8
india
indymedia
informazione
infrazioni economiche
inquirenti
internet
isabella rauti
istituto di polizia
italia
joint task force sanità
jovanotti
lacrimogeni
lancia
laquila
lavori abruzzo
lavori g8
lavori la maddalena
la maddalena
la russa
lecce
lesmo
libera informazione
live g8
logo g8
look g8
magistratura
manifestazioni
marina militare
mario mazzocca
mario tafaro
meet-up desio
menù g8
merkel
mesa sarda
messico
ministero della difesa
mondo senza guerre
msc crociere
muhammar ghedaffi
napoli
napolitano
nave fantasia
notizia
notizia quotidiano
notizie
notizie agenzia
notizie periodici
notizie quotidiani
no al g8
no dal molin
no g8
no global
nuoro
obama
ogm
onda
onna
ordine pubblico
organizzazione g8
ospedale abruzzo
ospedale da campo
ospedale modulare g8
panorama
papa benedetto xvi
piano sicurezza
polizia
polizia di frontiera
porto la maddalena
poste italiane
povertà nel mondo
pratica di mare
prc
presentazione logo
presentazione logo g8 2009
procura aquila
prodi
proteste
proteste g8
protezione civile
provvedimenti sicurezza
questura aquila
reggimento san marco
resia
rete no g8
rete no logo
rete romana no g8
ricostruzione
rifondazione comunista
riqualificazione urbana
roberto fiore
roberto maroni
roma
rombo
sardegna
sassari
sassari-olbia
scandalo g8
scontri
scontri torino
secondo giorno g8
sede g8
sicurezza
sindacati
sindaco cialente
siracusa
sky tg 24
sotto g8
spostamento g8
stalle
sud africa
tendopoli
tensione
terremoto abruzzo
terrorismo
testimonianze
torino
traffico laquila
trattati di schengen
treviso
tricolore
tubre
turismo
tv
tzirculos de sos disterrados
ue
unione europea
unità
università
valico
verdi
vicenza
video
video produzione osservatorio
web tv
world social forum

Partecipano

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • © Tutti i diritti riservati
  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
domenica, 28 dicembre 2008

In vista del G8, basta lacrimogeni

STOP al lacrimogeni. La polizia italiana ha deciso di metterli al bando. È, a suo modo, una svolta epocale nella gestione dell’ordine pubblico nel nostro Paese. Il fumo dei candelotti ha fatto da sfondo ai momenti più tesi della storia nazionale degli ultimi decenni. Dalla rivolta di Genova contro il governo Tambroni al Sessantotto, dagli scontri di Bologna nel 1977 per giungere alle dure immagini del G8 del 2001. Passando per gli scontri scatenati dagli ultrà del calcio. Ora si volta pagina. E il cambio di rotta, considerato dal capo della polizia Antonio Manganelli una priorità per caratterizzare in maniera sempre più “dialogante” il suo mandato, avverrà in tempi stretti. Manganelli l’ha spiegato ai suoi uomini: «Non voglio discussioni infinite che non approdano a nulla». Così ha incaricato una commissione di studiare nuove formule di gestione delle criticità di piazza. Ha affidato il coordinamento al prefetto Oscar Fioriolli, direttore centrale per gli Istituti di istruzione. E ha posto un limite preciso per la consegna della relazione finale: il 31 gennaio. Entro quella data il gruppo di studio dovrà presentare le soluzioni alternative. Fermo restando il diktat di Antonio Manganelli: mai più fumo di lacrimogeni per gestire l’ordine pubblico. Opinione già condivisa da Fioriolli anche nel recente passato: «I fumogeni sono devastanti perché coinvolgono anche persone che non c’entrano niente». Con il rischio di aumentare il panico e la confusione senza risolvere i problemi. E con le problematiche, già emerse durante il G8 di Genova, sulle sostanze nocive contenute nei candelotti. Quali le alternative? Le polizie europee hanno iniziato ad utilizzare da qualche anno sostanze liquide, leggermente urticanti (derivate da sostanze naturali), che non sprigionano fumo e possono essere “mirate” solo su chi deve essere disperso. Ma la via maestra sembra essere quella del ritorno degli idranti, che utilizzano esclusivamente l’acqua in pressione. Dell’utilizzo degli idranti ha parlato procuratore aggiunto di Catania, Renato Papa, in occasione dell’omicidio dell’agente Filippo Raciti, il 2 febbraio 2007, durante gli scontri scoppiati per il derby Catania-Palermo. «Era chiaro da prima della partita - disse Papa - che gli obiettivi della violenza degli ultras sarebbero stati la polizia e i carabinieri. Se è così bisognava fare di più per proteggerli, per esempio usando gli idranti. Non capisco perchè in Italia non lo si faccia». Il gas Cs (Orto-cloro-benzal malonitrile) fa parte dell’equipaggiamento delle forze di polizia dal 1991. Il regolamento cita: «Gli artifici sfollagente si distinguono in artifici per lancio a mano e artifici per lancio con idoneo dispositivo o con arma lunga. Entrambi sono costituiti da un involucro contenente una miscela di CS o agenti similari, ad effetto neutralizzante reversibile». I lacrimogeni sono a tutti gli effetti della legislazione italiana delle “armi da guerra”. Armi di terza categoria, classificate cioè come “gas tossici”. Ma già dopo il G8 del luglio 2001,a Genova, dove i candelotti lacrimogeni furono utilizzati in quantità massicce (ne furono esplosi 6.200), scoppiò la polemica sulla pericolosità del Cs. Sia per i manifestanti, sia per gli stessi poliziotti che li utilizzano. Esistono numerosi studi che testimoniano della tossicità del composto, che può provocare vesciche e gonfiori. In caso di inalazione di forti dosi (come sicuramente quelle utilizzate nel 2001 a Genova) possono anche comparire edema polmonare, congestione, emorragia polmonare. La polizia italiana ha ora deciso di mettere definitivamente al bando i fumogeni: sono pericolosi per la salute, non sono di per se stessi risolutivi (durante il G8 si sono visti molti manifestanti “attrezzati” che raccoglievano i candelotti e li rilanciavano alle forze dell’ordine), rischiano di provocare panico anche tra chi non è coinvolto negli scontri e sono anche a rischio di un uso improprio, come i lanci “ad altezza d’uomo”. Dopo la consegna della relazione Fioriolli alla fine di gennaio si volterà definitivamente pagina, con l’adozione di metodi alternativi. Certo, non sfugge come l’iniziativa di Manganelli sia anche un messaggio lanciato in vista di un appuntamento che si prospetta delicatissimo: il G8 del luglio dell’anno prossimo alla Maddalena. Il primo summit dei Grandi che si svolge in Italia dopo le disgraziate vicende di sette anni fa. Il capo della polizia, ancora nelle settimane scorse, ha rilanciato la linea del dialogo e della temperanza a tutti i costi. Ma per la macchina organizzativa il luglio 2009 è già domani. E man mano che l’appuntamento si avvicina le preoccupazioni, ovviamente, crescono. Fonte: ilsecoloXIX.it

La Protezione Civile risponde all'espresso

(AGI) - Roma, 26 dic. - In merito all’articolo pubblicato sull’ultimo numero del settimanale “L’Espresso” che riferisce di una serie di irregolarita’ nell’ambito delle procedure relative alla realizzazione delle strutture che il prossimo mese di luglio ospiteranno il G8 sull’isola de La Maddalena, “e’ indispensabile fornire una serie di elementi capaci di restituire quel quadro di completa trasparenza che sempre ha caratterizzato tutta l’attivita’ svolta dal Dipartimento della Protezione Civile”. “Il titolo dell’articolo del settimanale - spiega la Protezione civile in una nota - riferisce di un dirigente, responsabile per la realizzazione dei lavori de La Maddalena, vicino, in modo sospetto, alla societa’ che si sarebbe aggiudicata la parte piu’ importante dell’appalto per la costruzione delle opere. Il Capo del Dipartimento della Protezione Civile e Commissario delegato per il prossimo G8, Guido Bertolaso, ha ricevuto dall’ingegner Balducci, chiamato in causa nell’articolo, una relazione che ribadisce con la regolarita’ delle procedure seguite ed esclude qualsiasi legame familiare con imprese impegnate nella realizzazione delle opere per il prossimo G8″. A questo proposito il Dipartimento della Protezione Civile precisa che l’ingegner Angelo Balducci “non e’ un proprio dirigente, ma e’ il Presidente del Consiglio Superiore Lavori Pubblici, presso il Ministero delle Infrastrutture, quindi la massima autorita’ istituzionale in materia di appalti e di realizzazione di opere per conto dello Stato”. L’ingegner Balducci, tra l’altro, “aveva gia’ svolto per incarico Governo Prodi importanti compiti istituzionali nell’ambito delle realizzazioni previste in occasione del 150mo anniversario dell’unita’ d’Italia e per la ricostruzione Teatro Petruzzelli di Bari, oltre ad essere stato Provveditore alle opere pubbliche per Lazio e Sardegna”. (AGI)
mercoledì, 24 dicembre 2008

Espresso, ecco il primo scandalo G8

Non è la lotteria di Capodanno, ma la montagna di soldi pubblici che l'Anemone Costruzioni di Grottaferrata, alle porte di Roma, riceverà grazie ai lavori per il G8 sull'isola della Maddalena. Luciano Anemone, 54 anni, amministratore unico della società a responsabilità limitata, tra le tante opere sta costruendo il centro congressi che nel luglio 2009 ospiterà il primo grande vertice internazionale con il neopresidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Ed è come se gli italiani gli consegnassero 2 euro a testa. Neonati compresi. Un record. Anche perché il signor Anemone, pur dichiarando soltanto 26 dipendenti, si è preso la fetta più grossa della torta da quasi 300 milioni di euro suddivisi tra cinque società. Una spesa da nababbi con l'aria che tira, le famiglie in crisi, la Fiat in gravi difficoltà e l'Alitalia ko. Inutile tentare di sapere perché sia stata scelta proprio la ditta Anemone. I criteri di selezione delle cinque imprese, chiamate senza pubbliche gare d'appalto, così come i progetti, sono coperti dal segreto di Stato: provvedimento imposto da Romano Prodi, confermato da Silvio Berlusconi e affidato con tutte le opere alla Protezione civile e al suo direttore, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Guido Bertolaso. Questioni di sicurezza, hanno dichiarato. Ma sollevando il velo della riservatezza si incontra ben altro. 'L'espresso' è entrato di nascosto nei cantieri sull'isola della Maddalena. E ha scoperto cosa finora il segreto di Stato ha impedito di vedere. Il sospetto di spese gonfiate. Costi di costruzione da capogiro a più di 3.800 euro al metro quadro. Lavoratori senza contratto. Operai pagati con fondi neri. Le minacce del caporalato (vedi l'articolo a pag. 38). E un curioso legame d'affari tra la famiglia del coordinatore della struttura di missione della Protezione civile, Angelo Balducci, e l'impresa che a fine lavori guadagnerà di più. L'Anemone, appunto. Non finisce qui. Il secondo grande appalto, 59 milioni per la costruzione dell'albergo che ospiterà i capi di Stato, la Protezione civile lo ha affidato alla Gia.Fi. di Valerio Carducci, 60 anni, cavaliere della Repubblica, l'imprenditore fiorentino coinvolto nell'inchiesta di Luigi De Magistris sulla presunta rete di favori tra malaffare e politica nazionale in Calabria. E anche i criteri di selezione della Gia.Fi. sono coperti da segreto. Angelo Balducci, ingegnere spesso accanto a Bertolaso, ha fama di uomo da centinaia di milioni di euro. È il braccio operativo nei grandi appalti della Protezione civile. Non solo calamità, soprattutto organizzazione di grandi eventi come il G8. Per anni provveditore ai Lavori pubblici su Lazio e Sardegna, Balducci ha coltivato le amicizie che contano con l'imprenditoria e il Vaticano. Le sue relazioni politiche vanno dal leader della Margherita, Francesco Rutelli, al ministro di An alle Infrastrutture, Altero Matteoli. Il 10 ottobre scorso Matteoli propone al Consiglio dei ministri e ottiene la nomina di Balducci a presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici. Nei mesi precedenti, dal 19 marzo al 13 giugno 2008, proprio durante il periodo più delicato con la preparazione dei cantieri e il conferimento degli appalti, l'ingegnere è il soggetto attuatore di tutte le opere per il G8, cioè l'uomo dalle mani d'oro: provvede alle procedure necessarie per l'affidamento degli incarichi, alla stipula dei contratti, alla direzione dei lavori e al pagamento degli stati di avanzamento. E come soggetto attuatore si occupa delle imprese della famiglia Anemone. Balducci è un grande esperto nei contratti assegnati d'urgenza dalla Protezione civile, senza gare d'appalto. Segue per mesi i lavori per i Mondiali di nuoto del 2009 a Roma e per le manifestazioni del centocinquantesimo anniversario della Repubblica da celebrare nel 2011. Venerdì 13 giugno, però, è una pessima giornata. Un'ordinanza di Berlusconi lo rimuove dall'incarico di soggetto attuatore per il G8 e i Mondiali di nuoto. Ai cantieri della Maddalena, Balducci viene sostituito da un ingegnere dello staff,Fabio De Santis. Ma continua a occuparsene con "funzioni di raccordo tra la struttura di missione", cioè la Protezione civile, e i "soggetti coinvolti dagli interventi infrastrutturali". In quell'ordinanza, c'è però un passaggio che farebbe tremare i polsi a qualunque funzionario. Berlusconi dispone che Bertolaso costituisca "una commissione di garanzia composta da tre esperti di riconosciuta competenza e professionalità, anche estranei alla pubblica amministrazione". Una spesa in più per il G8, perché i compensi per gli esperti sono ovviamente a carico dello Stato. Obiettivo della commissione: "Assicurare un'adeguata attività di verifica degli interventi infrastrutturali posti in essere dai soggetti attuatori... in termini di congruità dei relativi atti negoziali". Filo spinato intorno al cantiere Qualcosa insomma non va nella contrattazione degli appalti. Ma il segreto di Stato mette tutto a tacere. Così la squadra della Protezione civile in missione in Sardegna può raccontare, senza essere smentita, che Balducci è stato promosso. Anche se per lui, che era già stato presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici, è un ritorno al passato. Il 31 ottobre tocca a De Santis. Sostituito per decreto, come Balducci. Berlusconi ora nomina un esterno alla pubblica amministrazione, Gian Michele Calvi, professore di ingegneria all'Università di Pavia. Il caso è archiviato. Eppure non è solo una questione di nomine tra il governo e la Protezione civile. Tutte le ditte per lavorare ai progetti del G8 devono ottenere il nulla osta di segretezza. E il nulla osta dovrebbe essere rilasciato dal ministero dell'Interno soltanto dopo accurate indagini sulla trasparenza delle imprese. Invece troppi particolari sono sfuggiti a chi avrebbe dovuto controllare. Bisogna lasciare la Maddalena, volare a Fiumicino e salire a Grottaferrata, alle porte di Roma. Via 4 novembre 32, nel mezzo di un quartiere di viali alberati, è l'indirizzo dichiarato da Luciano Anemone come sua residenza o come sede legale dell'Anemone Costruzioni. Ed è anche, come ha scoperto 'L'espresso', l'indirizzo di una casa di produzioni cinematografica, la Erretifilm srl. Di chi è? Amministratore unico e proprietaria al 50 per cento è Rosanna Thau, 62 anni, moglie di Angelo Balducci. Venticinquemila euro per costituire la srl della signora Balducci li ha messi però Vanessa Pascucci, 37 anni, amministratore unico e socia a metà di un'altra impresa edile legata alla famiglia Anemone, la Redim 2002 di Grottaferrata. E attraverso la Redim 2002, Vanessa Pascucci è anche socia dell'Arsenale scarl: società costituita apposta per il cantiere nell'ex Arsenale della Maddalena. Così il cerchio si chiude. Protetto dal segreto di Stato, l'appalto più ricco del G8 è finito a società amiche di chi aveva in mano la cassa. Con il suo seguito di domande. A cominciare da questa: chi ha scelto di affidare a Balducci l'incarico più delicato? I guadagni in gioco sono spaventosi. L'opera su cui è già possibile fare qualche conto è l'albergo che ospiterà i presidenti. Capocommessa del cantiere, la Gia.Fi. di Valerio Carducci. Le poche notizie uscite dagli uffici della Regione Sardegna parlano di 57 mila metri cubi per un costo d'opera salito da 59 a 73 milioni di euro. Considerando un'altezza media delle stanze di 3 metri, sono 19 mila metri quadri coperti. Dunque un costo di costruzione al metro quadro di 3.842 euro, escluso il valore dell'area. Una cifra pazzesca se paragonata al valore di costruzione che per le case di lusso, secondo un capomastro della Maddalena, non supera i 1.200 euro al metro. Polverizzati anche i valori di vendita pubblicati dal sito dell'Agenzia del territorio: un massimo di 3.100 euro al metro quadro per le ville e di 2.000-2.300 per le attività commerciali. Così un ente dello Stato, la Protezione civile, sta finanziando un'opera ignorando le quotazioni pubblicate da un altro ente statale, l'Agenzia del territorio. L'esubero potrebbe essere giustificato con le spese per l'arredamento, il centro benessere e i letti su cui dormiranno Nicolas Sarkozy, Carla Bruni e Angela Merkel. Ma è difficile crederlo. Ammettendo un costo di costruzione molto vantaggioso per le imprese di 2000 euro al metro quadro (38 milioni in totale), per l'arredamento avanzerebbero 35 milioni. Cioè il costo di un altro albergo. Espresso www.espresso.repubblica.it
lunedì, 22 dicembre 2008

Berlusconi: nel G8 imoegno contro la povertà nel mondo

(ASCA) - Roma, 20 dic - Quello di come far uscire i paesi in via di sviluppo dalla poverta' sara' certamente ''uno dei primi all'ordine del giorno al prossmi G8''. Lo ha assicurato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi nel suo discorso di fine anno a Villa Madama. Berlusconi ha poi aggiunto che questo intervento da parte dei paesi ricchi ''non e' solo un dovere ma anche un preciso interesse'' se e' vero che tra vent'anni nel pianeta ci saranno oltre 2 miliardi di essere umani in piu' che nasceranno nei paesi ''esclusi dal benessere. Allora ci troveremo - ha detto Berlusconi - di fronte a 6 miliardi di persone che vivono fuori dal benessere e meno di due in paesi ricchi. Pensate, allora, quale potra' essere la pressione migratoria che diverra' straordinaria''. Confermando come al prossimo G8 il tema della poverta' nel mondo avra', quindi, una ''posizione prioritaria'', il premier ha ricordato come la prima ricetta contro l'indigenza resta quella della democrazia, perche' ''solo con la democrazia l'individuo puo' riuscire a mettere a frutto il proprio talento anche per il bene dello sviluppo della societa' in cui vive''. gc/cam/ss
sabato, 20 dicembre 2008

Bertolaso: me ne vado, non ci sono fondi

ROMA, 19 DIC - Alla fine il Tevere è rimasto negli argini; ad esondare è stata la pazienza del capo della Protezione civile che oggi è sbottato: "troppi tagli al Dipartimento, mi dimetto". Pronta la rassicurazione del premier Berlusconi: "i fondi ci saranno, quindi niente dimissioni". La 'bomba' è esplosa durante quella che sembrava un'audizione di routine di Bertolaso alla commissione Ambiente della Camera sul maltempo degli ultimi giorni. Dopo aver illustrato i massicci interventi messi in campo per fronteggiare l'emergenza, il capo della Protezione civile ha chiesto che venissero spenti i microfoni che trasmettevano in diretta il suo intervento. Ed ha annunciato - come hanno riferito successivamente alcuni membri della commissione - che ai primi di gennaio lascerà la poltrona a causa degli "inaccettabili" tagli operati dalla Finanziaria. Non è la prima volta che Bertolaso minaccia dimissioni. Lo aveva già fatto, l'ultima volta, il 21 febbraio di quest'anno, per protestare contro il cosiddetto decreto Milleproroghe. "Ci tagliano - aveva detto in quell'occasione - un terzo dei fondi: così non sono in grado di poter continuare a fare il mio lavoro e quindi potrei a questo punto fare altro". L'allarme poi rientrò, come i tagli. Più grave - secondo le cifre che circolano al Dipartimento - la scure della Finanziaria triennale varata dal Governo Berlusconi. I fondi a disposizione della Protezione civile, infatti, passeranno dagli attuali 196 milioni di euro ai 50 previsti per il 2011, con un taglio di oltre 145,5 milioni di euro, che corrisponde ad un calo del 74%. Un taglio netto che ridimensionerebbe di fatto l'intera attività di protezione civile: basti pensare che nel 2007, per la gestione della flotta dei Canadair impiegati per la lotta agli incendi boschivi, sono stati spesi oltre 124 milioni di euro. Inoltre, la Finanziaria 2009 non ha previsto il rifinanziamento del Fondo regionale di protezione civile che era pari, per l'anno 2008, a 138 milioni di euro, risorse utilizzate dalle regioni per finanziare interventi urgenti connessi a calamità naturali di pertinenza regionale, nonché per il potenziamento del sistema di protezione delle regioni e degli enti locali. Non è questione di pochi spiccioli, dunque, ma il presidente del Consiglio si dice sicuro che le dimissioni di Bertolaso rientreranno perché "ci saranno i fondi necessari. Ci mancherebbe altro". Intanto, l'opposizione attacca. "I tagli previsti in Finanziaria - osserva Ermete Realacci, ministro dell'Ambiente del Governo Ombra del Pd - sono una vera mannaia per il settore della Protezione civile, che così indebolito rischia di non poter più assolvere al ruolo fondamentale che svolge per il nostro territorio e per i cittadini". Getta invece acqua sul fuoco Agostino Ghiglia (Pdl). "Siamo certi - assicura - che i malumori e le preoccupazioni espresse da Bertolaso troveranno la massima attenzione da parte del ministro dell'Economia e dell'intero Governo".(ANSA).

Berlusconi: dal secondo giorno sarà G14

Berlusconi conferma che il G8 che si terrà in Sardegna nel luglio prossimo aprirà le porte ad altri Paesi: "Il secondo giorno il G8 diventerà un G14, con l'ingresso di India, Cina, Egitto, Sudafrica, Messico e Brasile". Evitare il ritorno alla guerra fredda tra Usa e Russia è "uno degli obiettivi della nostra politica estera", dichiara presidente del Consiglio. Berlusconi aggiunge: "La Russia ha sentito come una provocazione il posizionamento di missili nella Repubblica Ceca e in Polonia. Medvedev alla Duma ha risposto che la Russia metterà i suoi missili nei Balcani ed a Kaliningrad. C'è i pericolo del ritorno a un'atmosfera di guerra fredda. Bisogna tornare invece allo spirito di Pratica di Mare. Con la presidenza del G8 lavorerò in questa direzione". 19/12/2008 10:13 UnioneSarda.it
postato da: freeinformation alle ore 17:34 | link | commenti
categorie: berlusconi, governo, g8 , pratica di mare, g8 2009, g20 , g14
sabato, 13 dicembre 2008

Frattini:Con presidenza G8 più rischi attentati

(ASCA) - Roma, 4 dic - ''L'Italia presidente del G8 sara' oggettivamente un obiettivo piu' visibile per il terrorismo islamico''. A dichiararlo e' il ministro degli Esteri Franco Frattini in un'intervista a 'Panorama' in edicola domani sottolineando che i servizi segreti italiani ''hanno segnali inequivocabili di una recrudescenza delle attivita' della rete di Al-Qaeda contro l'Occidente in generale, non l'Italia in modo mirato''. ''Gli attentati simultanei a Mumbai ne sono una prova'', ha spiegato il titolare della Farnesina.
venerdì, 12 dicembre 2008

Nominato "l'attuatore delle opere e degli interventi"

(AGI) - Roma, 11 dic - Gian Michele Calvi e’ stato nominato soggetto attuatore delle opere e degli interventi da realizzare nelle isole di La Maddalena e Caprera in vista del prossimo vertice G8. Lo stabilisce l’ordinanza della Presidenza del Consiglio pubblicata oggi sulla Gazzetta Ufficiale.(AGI)
giovedì, 11 dicembre 2008

UE: pronta infrazione contro l'Italia

LA MADDALENA. Le procedure eccezionali semplificate adottate per la preparazione del G8 alla Maddalena non hanno convinto l'Unione Europea. Martedì scorso, infatti, la Commissione ha aperto una procedura di infrazione contro il governo italiano, perché ritiene ci siano evidenti carenze in materia di impatto ambientale. Ci sarebbe, insomma, uno "strappo" rispetto alle norme comunitarie. Una decisione clamorosa, ma che in fondo non sorprende. Prima di tutto perché a Bruxelles si era già messo in moto il meccanismo degli accertamenti, con la richiesta di spiegazioni a Roma e successivamente con la procedura di messa in mora. E poi, a fine giugno, era stato molto chiaro il commissario all'Ambiente, il greco Stavros Dimas, che, rispondendo a un'interrogazione parlamentare presentata da Monica Frassoni (presidente del gruppo Verdi/Ale), aveva detto: «Qualora venga riscontrata una violazione della normativa comunitaria, la Commissione non esiterà ad avvalersi dei poteri che le sono stati conferiti dal trattato della Comunità europea per garantire che l'Italia attui adeguatamente questa normativa». Se non era l'annuncio della prossima apertura della procedura di infrazione, allora poco ci mancava. Ma ecco, in estrema sintesi, come è nato questo conflitto tra l'Unione europea e il governo italiano. All'origine di tutto c'è la scelta di attivare procedure semplificate per preparare in grande stile il vertice dei grandi della Terra, previsto per luglio del prossimo anno. La filosofia di questa scelta era quella di "bruciare" i tempi nella realizzazione delle strutture e garantire la segretezza sul come queste opere venivano realizzate. Tanto che si era perfino fatto ricorso al segreto di Stato. La cosa non era andata giù agli ambientalisti del Gruppo d'Intervento Giuridico e agli Amici della Terra che, il 21 marzo scorso, hanno presentato un ricorso contro l'ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri del 19 marzo 2008, motivandolo con il fatto che erano eccessivamente ampie le possibilità di deroga al quadro normativo comunitario in materia di tutela ambientale e di disciplina degli appalti pubblici di opere e servizi. Nella sostanza, gli ambientalisti temevano (e temono) che il G8 possa diventare il grimaldello per una escalation immobiliare speculativa nell'arcipelago della Maddalena. E infatti, tra le obiezioni sollevate con il loro ricorso alla Commissione europea contro l'ordinanza di Palazzo Chigi, ci sono le perplessità per la segretazione degli interventi e le disposizioni in deroga alla normativa sulla Valutazione di impatto ambientale, a quella sulla valutazione di incidenza ambientale e al piano paesaggistico regionale. Soddisfazione ieri da parte del presidente del Gruppo d'Intervento Giuridico, Stefano Deliperi: «Speriamo che in questo modo sia fatta finalmente chiarezza sulle omesse procedure di valutazione di impatto ambientale sugli interventi che sono stati programmati per ospitare questo summit, nel quale proprio la tutela dell'ambiente sarà al centro del dibattito tra i grandi della Terra». Facile prevedere che nei prossimi giorni si scateneranno polemiche sull'iniziativa della Commissione europea. Le premesse ci sono infatti tutte: quando a giugno arrivò la notizia della messa in mora del governo italiano, si registrarono reazioni molto nette. Come quella dell'assessore provinciale all'Ambiente della Gallura Pierfranco Zanchetta, maddalenino e in passato in prima fila nelle battaglie ecologiste, che disse: «Non capiamo per quale motivo sin quando nell'isola c'erano gli americani e i loro sommergibili per la Commissione europea era tutto a posto. Nessun rilievo neanche quando gli stessi americani avevano progettato 50 mila metri cubi di cemento a Santo Stefano. Invece si puntano gli occhi e si vuole ostacolare un progetto che tende a riqualificare La Maddalena in maniera strutturale, cambiare il volto a un ambiente in molti punti degradato, e a dare tanti posti di lavoro». Per dire la verità, anche in quelle occasioni gli ecologisti sardi avevano protestato veementemente, presentando degli esposti alla Comunità europea che però non si era mostrata così sensibile ai problemi della Maddalena. L'intervento di Bruxelles mette comunque in evidenza uno scontro nel quale non ci sono posizioni radicalmente lontane, ideologiche. Da una parte c'è chi non si oppone al cambiamento e alla riconversione economica dell'arcipelago, ma chiede che vengano dissipate le ombre di potenziali degerazioni; dall'altra c'è invece chi, dopo decenni di asfissiante presenza militare (italiana e americana), vede nuove prospettive di sviluppo e di benessere attraverso i fondi messi a disposizione per l'organizzazione del G8. (10 dicembre 2008) La Nuova Sardegna