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domenica, 28 dicembre 2008

La Protezione Civile risponde all'espresso

(AGI) - Roma, 26 dic. - In merito all’articolo pubblicato sull’ultimo numero del settimanale “L’Espresso” che riferisce di una serie di irregolarita’ nell’ambito delle procedure relative alla realizzazione delle strutture che il prossimo mese di luglio ospiteranno il G8 sull’isola de La Maddalena, “e’ indispensabile fornire una serie di elementi capaci di restituire quel quadro di completa trasparenza che sempre ha caratterizzato tutta l’attivita’ svolta dal Dipartimento della Protezione Civile”. “Il titolo dell’articolo del settimanale - spiega la Protezione civile in una nota - riferisce di un dirigente, responsabile per la realizzazione dei lavori de La Maddalena, vicino, in modo sospetto, alla societa’ che si sarebbe aggiudicata la parte piu’ importante dell’appalto per la costruzione delle opere. Il Capo del Dipartimento della Protezione Civile e Commissario delegato per il prossimo G8, Guido Bertolaso, ha ricevuto dall’ingegner Balducci, chiamato in causa nell’articolo, una relazione che ribadisce con la regolarita’ delle procedure seguite ed esclude qualsiasi legame familiare con imprese impegnate nella realizzazione delle opere per il prossimo G8″. A questo proposito il Dipartimento della Protezione Civile precisa che l’ingegner Angelo Balducci “non e’ un proprio dirigente, ma e’ il Presidente del Consiglio Superiore Lavori Pubblici, presso il Ministero delle Infrastrutture, quindi la massima autorita’ istituzionale in materia di appalti e di realizzazione di opere per conto dello Stato”. L’ingegner Balducci, tra l’altro, “aveva gia’ svolto per incarico Governo Prodi importanti compiti istituzionali nell’ambito delle realizzazioni previste in occasione del 150mo anniversario dell’unita’ d’Italia e per la ricostruzione Teatro Petruzzelli di Bari, oltre ad essere stato Provveditore alle opere pubbliche per Lazio e Sardegna”. (AGI)
mercoledì, 24 dicembre 2008

Espresso, ecco il primo scandalo G8

Non è la lotteria di Capodanno, ma la montagna di soldi pubblici che l'Anemone Costruzioni di Grottaferrata, alle porte di Roma, riceverà grazie ai lavori per il G8 sull'isola della Maddalena. Luciano Anemone, 54 anni, amministratore unico della società a responsabilità limitata, tra le tante opere sta costruendo il centro congressi che nel luglio 2009 ospiterà il primo grande vertice internazionale con il neopresidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Ed è come se gli italiani gli consegnassero 2 euro a testa. Neonati compresi. Un record. Anche perché il signor Anemone, pur dichiarando soltanto 26 dipendenti, si è preso la fetta più grossa della torta da quasi 300 milioni di euro suddivisi tra cinque società. Una spesa da nababbi con l'aria che tira, le famiglie in crisi, la Fiat in gravi difficoltà e l'Alitalia ko. Inutile tentare di sapere perché sia stata scelta proprio la ditta Anemone. I criteri di selezione delle cinque imprese, chiamate senza pubbliche gare d'appalto, così come i progetti, sono coperti dal segreto di Stato: provvedimento imposto da Romano Prodi, confermato da Silvio Berlusconi e affidato con tutte le opere alla Protezione civile e al suo direttore, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Guido Bertolaso. Questioni di sicurezza, hanno dichiarato. Ma sollevando il velo della riservatezza si incontra ben altro. 'L'espresso' è entrato di nascosto nei cantieri sull'isola della Maddalena. E ha scoperto cosa finora il segreto di Stato ha impedito di vedere. Il sospetto di spese gonfiate. Costi di costruzione da capogiro a più di 3.800 euro al metro quadro. Lavoratori senza contratto. Operai pagati con fondi neri. Le minacce del caporalato (vedi l'articolo a pag. 38). E un curioso legame d'affari tra la famiglia del coordinatore della struttura di missione della Protezione civile, Angelo Balducci, e l'impresa che a fine lavori guadagnerà di più. L'Anemone, appunto. Non finisce qui. Il secondo grande appalto, 59 milioni per la costruzione dell'albergo che ospiterà i capi di Stato, la Protezione civile lo ha affidato alla Gia.Fi. di Valerio Carducci, 60 anni, cavaliere della Repubblica, l'imprenditore fiorentino coinvolto nell'inchiesta di Luigi De Magistris sulla presunta rete di favori tra malaffare e politica nazionale in Calabria. E anche i criteri di selezione della Gia.Fi. sono coperti da segreto. Angelo Balducci, ingegnere spesso accanto a Bertolaso, ha fama di uomo da centinaia di milioni di euro. È il braccio operativo nei grandi appalti della Protezione civile. Non solo calamità, soprattutto organizzazione di grandi eventi come il G8. Per anni provveditore ai Lavori pubblici su Lazio e Sardegna, Balducci ha coltivato le amicizie che contano con l'imprenditoria e il Vaticano. Le sue relazioni politiche vanno dal leader della Margherita, Francesco Rutelli, al ministro di An alle Infrastrutture, Altero Matteoli. Il 10 ottobre scorso Matteoli propone al Consiglio dei ministri e ottiene la nomina di Balducci a presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici. Nei mesi precedenti, dal 19 marzo al 13 giugno 2008, proprio durante il periodo più delicato con la preparazione dei cantieri e il conferimento degli appalti, l'ingegnere è il soggetto attuatore di tutte le opere per il G8, cioè l'uomo dalle mani d'oro: provvede alle procedure necessarie per l'affidamento degli incarichi, alla stipula dei contratti, alla direzione dei lavori e al pagamento degli stati di avanzamento. E come soggetto attuatore si occupa delle imprese della famiglia Anemone. Balducci è un grande esperto nei contratti assegnati d'urgenza dalla Protezione civile, senza gare d'appalto. Segue per mesi i lavori per i Mondiali di nuoto del 2009 a Roma e per le manifestazioni del centocinquantesimo anniversario della Repubblica da celebrare nel 2011. Venerdì 13 giugno, però, è una pessima giornata. Un'ordinanza di Berlusconi lo rimuove dall'incarico di soggetto attuatore per il G8 e i Mondiali di nuoto. Ai cantieri della Maddalena, Balducci viene sostituito da un ingegnere dello staff,Fabio De Santis. Ma continua a occuparsene con "funzioni di raccordo tra la struttura di missione", cioè la Protezione civile, e i "soggetti coinvolti dagli interventi infrastrutturali". In quell'ordinanza, c'è però un passaggio che farebbe tremare i polsi a qualunque funzionario. Berlusconi dispone che Bertolaso costituisca "una commissione di garanzia composta da tre esperti di riconosciuta competenza e professionalità, anche estranei alla pubblica amministrazione". Una spesa in più per il G8, perché i compensi per gli esperti sono ovviamente a carico dello Stato. Obiettivo della commissione: "Assicurare un'adeguata attività di verifica degli interventi infrastrutturali posti in essere dai soggetti attuatori... in termini di congruità dei relativi atti negoziali". Filo spinato intorno al cantiere Qualcosa insomma non va nella contrattazione degli appalti. Ma il segreto di Stato mette tutto a tacere. Così la squadra della Protezione civile in missione in Sardegna può raccontare, senza essere smentita, che Balducci è stato promosso. Anche se per lui, che era già stato presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici, è un ritorno al passato. Il 31 ottobre tocca a De Santis. Sostituito per decreto, come Balducci. Berlusconi ora nomina un esterno alla pubblica amministrazione, Gian Michele Calvi, professore di ingegneria all'Università di Pavia. Il caso è archiviato. Eppure non è solo una questione di nomine tra il governo e la Protezione civile. Tutte le ditte per lavorare ai progetti del G8 devono ottenere il nulla osta di segretezza. E il nulla osta dovrebbe essere rilasciato dal ministero dell'Interno soltanto dopo accurate indagini sulla trasparenza delle imprese. Invece troppi particolari sono sfuggiti a chi avrebbe dovuto controllare. Bisogna lasciare la Maddalena, volare a Fiumicino e salire a Grottaferrata, alle porte di Roma. Via 4 novembre 32, nel mezzo di un quartiere di viali alberati, è l'indirizzo dichiarato da Luciano Anemone come sua residenza o come sede legale dell'Anemone Costruzioni. Ed è anche, come ha scoperto 'L'espresso', l'indirizzo di una casa di produzioni cinematografica, la Erretifilm srl. Di chi è? Amministratore unico e proprietaria al 50 per cento è Rosanna Thau, 62 anni, moglie di Angelo Balducci. Venticinquemila euro per costituire la srl della signora Balducci li ha messi però Vanessa Pascucci, 37 anni, amministratore unico e socia a metà di un'altra impresa edile legata alla famiglia Anemone, la Redim 2002 di Grottaferrata. E attraverso la Redim 2002, Vanessa Pascucci è anche socia dell'Arsenale scarl: società costituita apposta per il cantiere nell'ex Arsenale della Maddalena. Così il cerchio si chiude. Protetto dal segreto di Stato, l'appalto più ricco del G8 è finito a società amiche di chi aveva in mano la cassa. Con il suo seguito di domande. A cominciare da questa: chi ha scelto di affidare a Balducci l'incarico più delicato? I guadagni in gioco sono spaventosi. L'opera su cui è già possibile fare qualche conto è l'albergo che ospiterà i presidenti. Capocommessa del cantiere, la Gia.Fi. di Valerio Carducci. Le poche notizie uscite dagli uffici della Regione Sardegna parlano di 57 mila metri cubi per un costo d'opera salito da 59 a 73 milioni di euro. Considerando un'altezza media delle stanze di 3 metri, sono 19 mila metri quadri coperti. Dunque un costo di costruzione al metro quadro di 3.842 euro, escluso il valore dell'area. Una cifra pazzesca se paragonata al valore di costruzione che per le case di lusso, secondo un capomastro della Maddalena, non supera i 1.200 euro al metro. Polverizzati anche i valori di vendita pubblicati dal sito dell'Agenzia del territorio: un massimo di 3.100 euro al metro quadro per le ville e di 2.000-2.300 per le attività commerciali. Così un ente dello Stato, la Protezione civile, sta finanziando un'opera ignorando le quotazioni pubblicate da un altro ente statale, l'Agenzia del territorio. L'esubero potrebbe essere giustificato con le spese per l'arredamento, il centro benessere e i letti su cui dormiranno Nicolas Sarkozy, Carla Bruni e Angela Merkel. Ma è difficile crederlo. Ammettendo un costo di costruzione molto vantaggioso per le imprese di 2000 euro al metro quadro (38 milioni in totale), per l'arredamento avanzerebbero 35 milioni. Cioè il costo di un altro albergo. Espresso www.espresso.repubblica.it
domenica, 30 novembre 2008

Aereoporto di Olbia, nuovo look

(AGI) - Cagliari, 8 nov. - I lavori, giudicati necessari e urgenti in vista dell’aumento del traffico aereo atteso in occasione del vertice, saranno finanziati con oltre 16 milioni 846.000 euro dell’Enac, che si avvarra’ di risorse previste dal Pon (Programma operativo nazionale Trasporti) 2000-2006.

La Regione mettera’ a disopsizione una cifra analoga (16 milioni 168.000 euro), di cui 10 milioni tratte dai fondi per le aree sottosviluppate e il resto da importi riprogrammabili sull’Apq (Accordo di programma quadro) Mobilita’ Sardegna finanziati dal Cipe nel 2003. La Geasar, che curera’ la progettazione delle opere fino al livello esecutivo e la direzione dei lavori, contribuira’ con circa 3 milioni 360.000 euro.

In base all’intesa, ogni variante delle opere da cui derivino nuovi o maggiori oneri dovra’ essere preventivamente approvata dagli enti finanziatori. Una clausola, pero’, tiene indenni la Struttura di missione per il G8 e la presidenza del Consiglio dei ministri “da ogni eventuale onere ulteriore derivante dall’applicazione del protocollo d’intesa e degli atti conseguenti, anche a seguito di eventuali contenziosi”.

Una volta completate e collaudate, le opere, inserite nel piano di sviluppo aeroportuale, passeranno al ministero dei Trasporti che ne assumera’ la titolarita’ iscrivendole al demanio dello Stato: saranno poi assegnate in uso gratuito all’Enac, che le consegnera’ alla Geasar, come concessionaria della gestione dell’aeroporto. “La Sardegna e l’Italia”, ha osservato il presidente della Regione, “si presenteranno molto bene agli ospiti del G8 nel luglio dell’anno prossimo”. (AGI)

postato da: freeinformation alle ore 23:02 | link | commenti
categorie: finanziamenti, enac, aereoporto olbia, geasar