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martedì, 28 aprile 2009

L'autostrada da rafforzare

a24(ANSA) - ROMA, 27 APR - L'obiettivo e' rendere l'autostrada Roma-L'Aquila la piu' sicura del mondo nei giorni del G8. Proprio la via di collegamento tra la capitale, dove saranno alloggiate la maggior parte delle delegazioni internazionali, e il capoluogo abruzzese, dove si svolgeranno le riunioni nella caserma della Guardia di Finanza, sara' infatti la sorvegliata speciale del vertice di luglio. L'autostrada, secondo quanto si e' appreso, sara' bonificata palmo a palmo e disseminata di forze dell'ordine che dovranno controllare il via vai sostenuto dei delegati. Nella caserma di Coppito, infatti - si fa notare - sono solo circa 50 le camere singole mentre il resto degli alloggiamenti e' composto di camerate, non adatte ad accogliere i partecipanti al G8. Per i capi di stato e di governo il trasporto da Roma all'Aquila avverra' esclusivamente in elicottero dall' aeroporto dell'Urbe e dalla aviosuperfice interna alla caserma di Castro Pretorio. Cio' - si sottolinea - comportera' un divieto di sorvolo esteso e per questo limitato strettamente ai solo tre giorni del vertice, 8, 9 e 10 luglio. La prova generale sara' comunque il G8 dei ministri dello sviluppo che si terra' a Pescara il 19 maggio. Si tratta di una riunione sicuramente meno impegnativa, si sottolinea tra i responsabili della sicurezza, che coinvolge un centinaio di persone in tutto, ma che dal punto di vista delle attivita' di controllo servira' a testare la macchina organizzativa. (ANSA). AU
giovedì, 16 aprile 2009

OLBIA. L’allarme terrorismo lanciato da Barack Obama al G20 di Londra, quando ha annunciato che l’Europa, per contiguità “territoriale” è a rischio di attentati da parte di Al Quaeda, non ha colto impreparati i nostri servizi di sicurezza. Che, in collaborazione con l’Interpol, hanno già fatto scattare la prima delle tre cinture di sicurezza che proteggeranno l’evento di luglio, il G8 che si terrà tra poco meno di 90 giorni alla Maddalena. Un sistema di controllo dei flussi turistici alle frontiere che, nell’imminenza dell’evento potrebbe, come ha dichiarato il ministro degli esteri Franco Frattini, portare alla sospensione temporanea del trattato di Schengen, la libera circolazione dei cittadini negli stati dell’Unione europea. La Sardegna sarà il cuore di questo complesso sistema di sicurezza che investirà l’intero Mediterraneo. I porti di Valencia e Barcellona in Spagna, quelli di Marsiglia, Tolone e Nizza in Francia, e gli scali marittimi di Savona, Genova, Livorno, Piombino, Civitavecchia, Napoli e Trapani, sul territorio nazionale, saranno il primo “filtro” verso l’isola. Le navi e i traghetti che partono da quegli scali approdano infatti a Cagliari, Olbia e Porto Torres. I controlli agli imbarchi saranno aumentati, anche se a nessuno sarà impedito l’arrivo nell’isola, che in quel periodo (dal 7 al 10 luglio) è la meta prescelta dai flussi turistici europei. Carlo De Stefano, il capo dei servizi antiterrorismo italiani, era in Sardegna nei giorni scorsi. Dopo aver incontrato il prefetto di Sassari, Marcello Fulvi, ha raggiunto la Gallura, facendo visita al procuratore della Repubblica di Tempio Mario D’Onofrio, con il quale ha discusso dei (riservatissimi) piani di sicurezza che saranno attuati per evitare “criticità” durante lo svolgimento dell’evento. A questo proposito la struttura organizzativa del G8 guidata da Guido Bertolaso ha già approntato gran parte della logistica. Mentre alla Msc Crociere sono alla ricerca di 1500 tra comandanti, hostess, camerieri, cuochi, e marinai che saranno imbarcati sul transatlantico “Splendida” che ospiterà i trenta tra capi di Stato e di governo che saranno presenti al G8 (eccezion fatta per il presidente statunitense Barack Obama e il leader Libico Mhuammar Gheddafi, che saranno ospitati il primo in una struttura all’interno dell’arsenale militare, il secondo in una tenda berbera) sono già state noleggiate le due navi da crociera che saranno ormeggiate al porto di Golfo Aranci. La “Orient Queen” e la “Coral” (di armatori greci e ciprioti) saranno la base logistica per circa tremila uomini delle forze dell’ordine. Il porto resterà chiuso, comprese le banchine e i piazzali, dal 3 al 13 luglio. Chiuso al traffico (potranno imbarcarsi soltanto residenti e turisti con prenotazione) anche il porto di Palau, mentre sorgono i primi problemi anche per Olbia: la nave militare San Marco potrebbe essere ormeggiata in uno dei moli dell’isola Bianca, e qualcuno sta già pensando di chiudere lo scalo gallurese almeno per una giornata. Ma i più ottimisti sperano di strappare almeno due giorni di blindatura totale. Blindato anche il porto di Santa Teresa, che collega l’isola con la Corsica. Gli aeroporti. Chiuso, dal 7 al 10, il Costa Smeralda (tutti i voli civili saranno smistati tra Alghero e Cagliari) l’intero perimetro aeroportuale sarà off-limits per chiunque. L’accesso all’aerostazione sarà permesso soltanto agli addetti alla sicurezza e al personale in servizio nell’aeroporto, mentre l’intera aerea sarà presidiata da militari della Brigata Sassari. La viabilità di Olbia potrebbe subire della limitazioni, ma questo lo si potrà sapere non appena il sottosegretario Guido Bertolaso renderà noto il piano di sicurezza già approntato per il G8. Giampiero cocco per la nuova sardegna.it

Black bloc nel trevigiano?

di Manuela Collodet TREVISO (9 aprile) - Una zona blindata a delimitare l’intera area, militari e agenti schierati in pattuglia antisommossa. A Cison di Valmarino cresce l’allarme: a soli nove giorni dall’apertura dei lavori del G8 agricolo - in programma dal 18 al 20 aprile - si affaccia all’orizzonte la paura dei black bloc, i manifestanti che nel 2001 misero a ferro e fuoco Genova e si sono ripetuti anche pochi giorni fa a Strasburgo. Nella piccola valle che si stente ai piedi delle Prealpi trevigiane potrebbero rivivere le scene di guerriglia urbana di tanti, troppi altri vertici tra i potenti della Terra. «Tutto il Comune di Cison ed i paesi limitrofi sono zona interdetta e militarizzata; per ovviare alla logica della zona rossa (gergo tecnico per indicare il sistema di sicurezza usato a Genova, ndr) e della solita rincorsa dei potenti proponiamo di decentralizzare la contestazione, per moltiplicare le azioni di resistenza ad un modello di sviluppo che non ci piace e che vogliamo colpire in tutti i luoghi ed i contesti ove sia presente». Questo uno dei tanti avvertimenti che viaggiano su internet. I segnali di possibili disordini hanno cominciato a girare da tempo e si stanno intensificando in queste settimane. La Digos e altri reparti investigativi stanno monitorando tutti i gruppi che anche dall’estero avrebbero programmato incursioni a Cison e nella zona circostante della Pedemontana trevigiana. Gli appuntamenti dei manifestanti saranno in più punti: sabato 18 alle 14.30 nella zona industriale di Cison, alle 3 del pomeriggio a Vittorio Veneto nei giardini dietro la stazione e in altre ore in altri comuni della Vallata. In questi cortei potrebbero entrare i black bloc per dare il via agli incidenti. Così, mentre in quello che sarà un maniero blindato, Castelbrando, i potenti discuteranno, nella valle i cittadini potrebbero vivere un lungo week-end di paura. Era stato provato a Praga nel 2000, prima ancora in Germania e negli Stati Uniti. Al G8 di Genova nel luglio del 2001 l’esordio in grande stile del metodo paramilitare di organizzarsi dei black bloc. Arrivati alla spicciolata nei giorni precedenti, si erano organizzati scegliendo gli obiettivi da colpire. Avevano atteso la conclusione della cerimonia ufficiale per sferrare l’attacco in più punti, mettendosi in mezzo al corteo ufficiale dei no global (che a Cison si sarebbero già annunciati insieme a vari movimenti pacifisti). Il "blocco nero" si era infiltrato e aveva attaccato banche, alberghi, supermercati e distrutto auto in sosta. Uno scenario che è stato da tempo già preso in considerazione dalla Questura. Proprio ieri si sono svolte tre riunioni del comitato ordine pubblico per la sicurezza della zona alle quali hanno partecipato tutti i sindaci della zona interessati alle manifestazioni. Il questore Carmine Damiano e la Digos tengono sotto controllo da tempo la situazione. Le riunioni con il Prefetto Vittorio Capocelli e con gli altri responsabili provinciali della sicurezza sono diventate sempre più frequenti. All’ordine del giorno sempre gli stessi argomenti: come difendere al meglio la zona nella quale si riuniranno i ministri dell’Agricoltura dei Paesi più industrializzati del mondo. «Garantiremo a tutti il diritto di manifestare - dice il questore - purché pacificamente e senz’armi, come prevede la Costituzione. Ma l’attenzione è massima per assicurare che il vertice si svolga nel massimo ordine: in caso contrario prenderemo le opportune contromisure e creeremo zone, se non blindate, presidiate da reparti speciali destinati ai grandi eventi». IlGazzettino.it